Implicazioni bioetiche

Prima di iniziare il discorso mi sento in dovere di lasciarvi qui un articolo riguardo all’effettiva sperimentazione della CRISPR su feti umani fatta in Cina. Se masticate un pochino l’inglese vi consiglio caldamente di spendere cinque minuti per leggerlo integralmente.

Ci tengo anche a precisare che in questo articolo ci saranno inevitabilmente delle mie opinioni dato che la riflessione etica è, per sua stessa natura, molto personale e mi scuso già per il possibile tedio che alcune parti di questo articolo potrebbero provocare.

Ho già definito questa nuova tecnologia come “ottimo materiale per chi vuole vendere sogni” e ho ottime ragioni per affermare ciò. All’interno questa tecnologia ha le potenzialità di curare malattie genetiche, cancri e varie altre gravi malattie, ci potrebbe permettere di modificare i feti per avere una prole più forte, più intelligente, più resistente alle malattie oppure, molto banalmente, generarla con dei tratti somatici che rispecchiano meglio il nostro ideale di bellezza, dall’altezza al colore degli occhi.

Ora immagino abbiate già intuito dove stia la zona d’ombra di cui parlavo nella homepage.

I greci lo chiamavano hybris, traducibile in italiano come tracotanza, anche se perde parte della sua poesia, il voler sfidare gli dei e porsi alla loro altezza per poi, inevitabilmente, cadere e fallire, così come Icaro o Aracne o Fetonte, nonostante la sua natura divina.
L’uomo deve stare attento quando gioca a fare Dio.
Voglio essere chiaro, non lo dico per qualche credenza o superstizione personale ma per una questione di “esperienza storica”: l’uomo, tendenzialmente, non ha la capacità, o la pazienza, di essere lungimirante.
Parlo da persona sia pro OGM sia, potenzialmente, pro a una evoluzione umana “accelerata” artificialmente per renderci più intelligenti e forti (e sviluppare così un futuro alternativo a quello descritto descritto da James Lovelock nel libro “Novacene: the coming Age of Hyperintelligence”): bisogna muoversi con cautela sia da un punto di vista scientifico, come sottolineato nell’articolo, sia da un punto di vista etico-sociale per evitare qualche storpiatura di pensiero come fu l’eugenetica al tempo del nazismo.

Quello legato all’etica è un discorso enorme che non ho la possibilità di esaurire ne trattare per intero in questo blog ma ho il desiderio di lasciarvi con alcune domande cardine della questione:
– Sarebbe giusta la sperimentazione, approvata o non approvata, su zigoti umani?
– Sarebbe giusto migliorare artificialmente la razza umana per renderla più resistente alle malattie, forte o intelligente? E in tal caso potrebbe essere permesso anche fare modifiche di minore importanza come l’aspetto per chi se lo può permettere?
– Se la vostra risposta è stata no, perché avete risposto così? Per un puro conato di dogmatica moralità o per solide argomentazioni logiche?
– Se la vostra risposta alle prime due domande è stata si, perché avete risposto così? Per un ottimismo positivista nella scienza e nell’uomo o per solide argomentazioni logiche?

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